“Non mi piace raccontare fatti che mi riguardano, a meno che non siano scarni. (…) Non semplicemente per motivi personali; ma anche perché sono contrario all’attuale tendenza della critica, con il suo eccessivo interesse per i dettagli delle vite e delle opere degli artisti”. Così scriveva John Ronald Reuel Tolkien in una sua lettera nel 1958.
In effetti, sulla sua vita privata ben poco è trapelato dalla sua voce.
Rispettando pertanto la sua volontà, in questa mostre si vuole piuttosto guidare il visitatore tra le sue opere, evidenziando la straordinaria capacità dell’autore nel descrivere un paesaggio, le diverse ore del giorno, il susseguirsi delle stagioni usando il linguaggio “naturale”: il cambiamento dei colori, della temperatura, gli animali. L’amore di Tolkien per la natura traspare quasi in ogni pagina delle sue opere.
La mostra presenta testi a cura dell’Associazione Romana Studi Tolkieniani – ARST, mentre i disegni sono di Enrica Paresce e Fabio Porfidia, ispirati all’opera di Tolkien